Beacon — Raccolta dati
Beacon è il livello di acquisizione dati. Tutto ciò che Corellix sa dell’infrastruttura passa da qui: scoperta, inventario, metriche, eventi, configurazioni.
Il modello a connettori
Sezione intitolata “Il modello a connettori”Beacon non conosce Nutanix o Citrix: conosce i connettori. Un connettore è il modulo che parla con una piattaforma specifica, ne traduce gli oggetti nel modello comune di Corellix e gestisce autenticazione, paginazione, limiti di frequenza e particolarità di quella API.
La conseguenza pratica è che aggiungere una piattaforma sorgente non tocca il nucleo della piattaforma: è un connettore in più. L’elenco di quelli disponibili è in Connettori.
Come funziona la raccolta
Sezione intitolata “Come funziona la raccolta”Beacon esegue flussi: sequenze di passi che partono da una connessione, interrogano una piattaforma, trasformano i risultati e li consegnano al modello dati. Ogni flusso ha una pianificazione propria, perché non tutto va raccolto alla stessa frequenza.
| Tipo di dato | Frequenza tipica |
|---|---|
| Inventario (oggetti, relazioni, configurazioni) | Da minuti a ore |
| Metriche di performance | Minuti |
| Sessioni ed eventi | Minuti, o in tempo reale dove la piattaforma lo consente |
| Configurazioni che cambiano di rado (policy, certificati, licenze) | Ore |
I flussi si costruiscono e si osservano da Beacon Studio, l’editor visuale.
Raccolta incrementale
Sezione intitolata “Raccolta incrementale”Dove la piattaforma sorgente lo permette, Beacon tiene traccia di dove si era fermato e chiede solo ciò che è cambiato. È la differenza fra interrogare un vCenter con diecimila VM ogni cinque minuti e riscaricarne l’inventario completo ogni volta.
Quando la sorgente non offre un meccanismo incrementale, Beacon fa una scansione completa a frequenza più bassa e una scansione mirata più frequente sugli oggetti che cambiano.
Ingest degli agent
Sezione intitolata “Ingest degli agent”Oltre a interrogare le piattaforme, Beacon riceve. User Agent e Infra Agent
inviano i propri dati a https://agents.<vostro-dominio> in HTTPS: applicazioni,
sessioni, informazioni di sistema, eventi, stato dei servizi.
È un hostname dedicato, non un percorso sotto l’API: le rotte degli agent sono volutamente identiche a quelle storiche, e su un host condiviso collidono con le rotte applicative. Instradare per hostname elimina il problema alla radice.
Sullo stesso hostname passa anche il traffico di comandi remoti e script, che viene inoltrato a Vanguard. Per l’agent è sempre e solo la porta 443 verso lo stesso nome: non c’è nulla in più da configurare.
Il profilo Beacon
Sezione intitolata “Il profilo Beacon”Un’appliance CorellixOS può essere installata in profilo Beacon: solo Beacon, Vanguard e il proxy dei protocolli remoti, senza portale né control plane.
Serve quando la piattaforma principale è altrove — tipicamente su Corellix Cloud — e in questa sede serve soltanto qualcosa che raccolga in locale e trasmetta. Richiede meno risorse di un’appliance completa e si gestisce con gli stessi strumenti.
Diagnosticare la raccolta
Sezione intitolata “Diagnosticare la raccolta”Lo stato di ogni connessione, con esito e ultimo errore dell’ultima esecuzione, è in Sistema → Raccolta dati nel portale, e in Citadel sotto Beacon → Ingestion su un’appliance.
Quando una piattaforma collegata smette di riportare, le cause in ordine di frequenza sono: credenziali scadute o cambiate, permessi ridotti sull’utenza di servizio, un aggiornamento della piattaforma sorgente che ha cambiato l’API, raggiungibilità di rete. L’errore riportato distingue quasi sempre fra queste.