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Corellix 3.1

La 3.1 consolida la piattaforma su due fronti: la copertura delle infrastrutture — con hypervisor, EUC, storage e protezione dati che entrano nello stesso grafo correlato — e il ciclo di vita dell’appliance on-premise, che diventa completamente governato da CoreLCM componente per componente.

La documentazione della piattaforma è ora un componente installato nell’appliance, raggiungibile su https://docs.<vostro-dominio>.

Viene rilasciata e aggiornata insieme agli altri container di piattaforma, con lo stesso ciclo di build e lo stesso percorso di upgrade di Lumina, Meridian e Nucleus. Le conseguenze pratiche:

  • Funziona senza Internet, ricerca compresa: è disponibile identica anche in un’installazione air-gapped.
  • Corrisponde alla versione installata. Un’appliance ferma a una release precedente mostra la documentazione di quella release, non l’ultima pubblicata. La versione è indicata in fondo a ogni pagina.
  • Il collegamento dal portale è locale. Il menu di Lumina, su un’installazione on-prem, apre la copia interna invece del sito pubblico.

Serve il record DNS docs.<dominio> verso il VIP, e il certificato dell’ingress lo copre automaticamente. Vedi Hostname e porte.

Su Corellix Cloud lo stesso portale resta su docs.corellix.io, aggiornato dalla stessa pipeline.

Hypervisor ed EUC vengono ora trattate come due famiglie distinte, con proiezioni proprie: si esauriscono per ragioni diverse e si misurano con unità diverse. Le proiezioni dichiarano esplicitamente che cosa è stato misurato e con quale storico, invece di presentare una stima con la stessa confidenza di un dato. Vedi Capacity planning.

La lente Focus raccoglie, per un singolo oggetto, tutto ciò che lo riguarda: dipendenze, dipendenti, modifiche recenti, allarmi. È la lente della diagnosi. Vedi Core 360°.

Proxmox VE entra a pieno titolo fra le piattaforme di virtualizzazione, con inventario, metriche, snapshot e backup, nelle stesse viste degli altri hypervisor.

AgentCLI con pagine proprie ed esecuzioni pianificate

Sezione intitolata “AgentCLI con pagine proprie ed esecuzioni pianificate”

AgentCLI ha ora pagine dedicate — macchine raggiungibili, storico delle sessioni — e le stesse operazioni che si eseguono a mano dalla console possono girare non presidiate, con lo storico di che cosa ha prodotto ciascuna esecuzione. Vedi Automazioni e AgentCLI.

Gli account possono essere creati al momento della concessione in Active Directory e rimossi alla scadenza, invece di condividere un account esistente. I livelli di privilegio permettono di graduare le policy di accesso. Vedi PAM.

La mappa disegna un livello alla volta e non rappresenta i collegamenti non attivi. Il flow trace ricostruisce il percorso di rete fra due punti, dichiarando dove la topologia è incompleta invece di indovinare. Vedi Apparati di rete.

CoreLCM aggiorna ora ogni componente del Layer 9 singolarmente — Nucleus, Meridian-North, Lumina, Corell!A, Beacon, Vanguard, GuacD, Docs, Lamp — risolvendo per ciascuno la versione corretta invece di assumere quella della piattaforma. Componenti con linea di versione propria, come Lamp, mostrano nel piano un numero diverso dagli altri: è corretto. Vedi Aggiornamenti.

Riavvii solo dei componenti effettivamente modificati

Sezione intitolata “Riavvii solo dei componenti effettivamente modificati”

L’aggiornamento di un componente non rimette più in ciclo l’intero namespace: si riavvia solo ciò che è cambiato. Un effetto collaterale positivo riguarda Corell!A con modello locale, che non perde più il modello caricato a ogni aggiornamento di un altro componente.

Hostname dedicati per Beacon Studio e per le console

Sezione intitolata “Hostname dedicati per Beacon Studio e per le console”

Beacon Studio risponde su beaconstudio.<dominio>, che è anche l’unica origine da cui funziona il login Entra ID. Le console web incorporate si aprono ciascuna sul proprio sottodominio sotto *.console.<dominio>. Entrambi i nomi rientrano automaticamente nel certificato dell’ingress.

L’elenco dei nomi che il certificato deve coprire è derivato dagli hostname che la piattaforma pubblica, non configurato a mano. Se caricate un certificato vostro, deve coprirli tutti: un nome mancante interrompe le connessioni non browser senza possibilità di procedere. Vedi Certificati e TLS.

Da 3.0. Aggiornamento diretto supportato con core lcm upgrade --all.

Prima di aggiornare:

  1. verificate lo stato del cluster — core cluster status;
  2. fate un backup — core backup create --name pre-3.1;
  3. leggete il piano prima di eseguirlo — core lcm plan --all.

Dopo l’aggiornamento, se volete il portale documentazione interno:

  1. create il record DNS docs.<vostro-dominio> verso il VIP;
  2. se usate un certificato della vostra PKI, riemettetelo includendo il nuovo nome fra le SAN — quello emesso dalla CA interna si aggiorna da solo.

Ambienti air-gapped. Importate il bundle 3.1 prima di pianificare l’aggiornamento. Vedi Ambienti air-gapped.

VersioneStato
3.1Pienamente supportata
3.0Correzioni di sicurezza
2.xFine del supporto