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Installare CorellixOS

CorellixOS è distribuito come immagine di sistema immutabile. Non si installa un sistema operativo e poi ci si mette sopra il software: si avvia un’immagine che contiene già tutto — Rocky Linux, RKE2, i servizi nativi della piattaforma e le immagini dei container applicativi.

Questo ha una conseguenza importante da tenere presente: il filesystem di sistema è di sola lettura. Le configurazioni e i dati vivono in aree dedicate e persistenti; l’aggiornamento sostituisce l’immagine, non applica patch a file sparsi. Un’appliance aggiornata è indistinguibile da una appena installata alla stessa versione.

FormatoUso
.qcow2KVM, Proxmox VE, OpenStack
.vmdkVMware vSphere
.vhdxMicrosoft Hyper-V
.isoInstallazione su hardware fisico o hypervisor che vogliono un supporto di boot

Le immagini si scaricano dall’area riservata del portale o vengono consegnate dal vostro referente Corellix insieme alla licenza.

  1. Create la macchina virtuale.

    Rispettate i requisiti: almeno 8 vCPU, 32 GB di memoria, 200 GB di disco. Firmware UEFI, non BIOS legacy. Una sola interfaccia di rete sulla subnet dove vive anche il VIP.

  2. Collegate l’immagine e avviate.

    Con .qcow2, .vmdk o .vhdx: usate il file come disco di sistema. Con .iso: avviate da supporto e seguite l’installer, che scrive l’immagine sul disco.

    Al primo avvio CorellixOS espande il filesystem al disco disponibile, avvia i servizi nativi e attende una configurazione di rete.

  3. Assegnate l’indirizzo IP.

    Se nella rete c’è un DHCP, il nodo prende un indirizzo e lo mostra nella console. Per un indirizzo statico — che è la scelta corretta in produzione — configuratelo dalla console con CoreCLI:

    Terminal window
    core network set --interface eth0 \
    --address 10.0.10.21/24 \
    --gateway 10.0.10.1 \
    --dns 10.0.10.5,10.0.10.6

    Verificate:

    Terminal window
    core network show
  4. Aprite Citadel.

    Dal browser di una postazione che raggiunge il nodo:

    https://<indirizzo-del-nodo>:8443

    Al primo accesso il certificato è auto-firmato: il browser avvisa, ed è normale. Il certificato definitivo viene emesso durante la configurazione.

  5. Completate il wizard.

    Da qui prosegue il Setup wizard: licenza, dominio, DNS, VIP e deploy della piattaforma.

Si passa a tre nodi quando serve tolleranza ai guasti. L’operazione è a caldo e non richiede fermo del servizio.

  1. Installate i nuovi nodi con la stessa procedura, fino alla configurazione di rete. Non eseguite il wizard: un solo nodo è il primo, gli altri si uniscono a lui.

  2. Generate un token di join dal nodo esistente:

    Terminal window
    core cluster token create
  3. Unite ciascun nodo al cluster, dalla console del nodo nuovo:

    Terminal window
    core cluster join --server https://<ip-del-primo-nodo>:9345 --token <token>
  4. Verificate che il cluster sia completo e sano:

    Terminal window
    core cluster status

    Warden riallinea automaticamente il fattore di replica dello storage al nuovo numero di nodi e ribilancia i volumi. L’operazione richiede tempo proporzionale ai dati presenti e avviene in background.

Dopo l’installazione, sul nodo trovate quattro servizi nativi. Sono sotto Kubernetes, non dentro: esistono perché Kubernetes possa esistere.

Servizio systemdComponenteRuolo
corellix-warden.serviceWardenCrea e mantiene il cluster, i certificati, il VIP
corellix-meridian.serviceMeridian-SouthAPI di piattaforma per Citadel e CoreCLI
corellix-corelcm.serviceCoreLCMCiclo di vita e aggiornamenti
corellix-citadel.serviceCitadelConsole web dell’appliance sulla 8443

Non vanno gestiti a mano. Lo stato si legge con core service status e le operazioni si fanno da CoreCLI o da Citadel: l’accesso diretto alla shell è previsto solo come procedura di break-glass, ed è tracciato.

Prima di procedere con la configurazione, controllate che:

Terminal window
core cluster status # tutti i nodi Ready, etcd in salute
core service status # i quattro servizi nativi attivi
core network show # IP, gateway e DNS corretti

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