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Modello di sicurezza

Zero trust. Nessuna richiesta è affidabile per provenienza. L’appartenenza alla rete interna non è una credenziale.

Minimo privilegio. Ogni componente e ogni utente hanno i permessi che servono e nessuno in più.

Impostazioni sicure. Ciò che è pericoloso è disattivato di partenza e va attivato consapevolmente.

Difesa in profondità. Nessun controllo è l’unico. Il fallimento di uno non compromette il sistema.

Verifica continua. Certificati, permessi, configurazioni e conformità sono sorvegliati, non verificati una volta all’installazione.

ChiCome
Utenti del portaleCredenziali locali o identity provider aziendale, con MFA
IntegrazioniChiave API, revocabile, con i permessi di chi l’ha creata
AgentChiave dedicata, limitata agli endpoint di ingest
Servizi fra loroChiave interna e mTLS dentro il cluster
Amministratori dell’applianceCredenziali di piattaforma su Citadel e CoreCLI

Le sessioni utente usano token JWT con scadenza di 60 minuti, rinnovabili finché la sessione è valida.

Il modello dei permessi è granulare e si applica ovunque: portale, API, Corell!A. Non ci sono percorsi che lo aggirano — il portale usa le stesse API pubbliche, con gli stessi controlli.

Vedi Utenti e permessi.

In transito. TLS su tutte le comunicazioni esterne; mTLS fra i servizi di piattaforma dentro il cluster. Vedi Certificati e TLS.

A riposo. I volumi dell’appliance sono cifrabili a livello di storage. I segreti Kubernetes sono cifrati da Arcanum: una copia di etcd senza Arcanum non è leggibile.

Credenziali privilegiate. Cifrate dal motore transit di Arcanum, con la chiave che non lascia mai il servizio.

Nessun componente ha credenziali in un file di configurazione. Ogni servizio si autentica ad Arcanum con la propria identità e riceve solo i segreti del proprio ambito.

Le credenziali inserite dagli utenti — connettori, provider AI, account PAM — non sono più leggibili dopo l’inserimento. Si possono sostituire, non consultare, e questo vale anche per gli amministratori.

La superficie verso l’esterno è minima e definitiva:

PortaServizio
443/TCPTutto il traffico applicativo, smistato per hostname
8443/TCPCitadel, la console dell’appliance
22/TCPSolo per la procedura di break-glass

Tutto il resto è interno al cluster. Le comunicazioni fra i nodi usano una rete di cluster con policy di rete attive.

Su Corellix Cloud i tenant sono isolati a livello di database: un database globale per la configurazione di piattaforma e un database per tenant per i dati del cliente.

Su CorellixOS l’appliance è single-tenant per costruzione: il problema non si pone.

Sono registrati:

  • gli accessi e i tentativi falliti;
  • le operazioni che modificano configurazione o stato;
  • gli accessi ai segreti;
  • le sessioni privilegiate, con registrazione obbligatoria;
  • le esecuzioni di script e comandi remoti;
  • le operazioni di lifecycle sull’appliance;
  • gli accessi di break-glass alla shell.

Gli audit sono consultabili dal portale e da Citadel, ed esportabili verso un SIEM.

L’immagine CorellixOS è ricostruita periodicamente con gli aggiornamenti di sicurezza del sistema operativo e delle dipendenze. Il canale di aggiornamento è lo stesso degli aggiornamenti funzionali; le vulnerabilità che richiedono attenzione immediata sono comunicate separatamente.

Il fatto che l’immagine sia immutabile ha una conseguenza rilevante: non si applicano patch a un’appliance in esecuzione, si sostituisce l’immagine. Due appliance alla stessa versione sono identiche, il che elimina la deriva di configurazione come categoria di problema.

Scrivete a security@corellix.io. Le segnalazioni ricevono riscontro e sono gestite secondo un processo di divulgazione responsabile.